La (condivisibile) analisi di Mark Carney (BoE) sulle criptovalute

La (condivisibile) analisi di Mark Carney (BoE) sulle criptovalute


Il dibattito sulle criptovalute non sembra conoscere soste. Spicca il confronto tra le Banche Centrali, preoccupate di capire come regolare il nuovo fenomeno. Sotto questo punto di vista appare molto interessante e condivisibile la posizione di Mark Carney, il governatore della Bank of England.

In un discorso preparato per la giornata inaugurale della Scottish Economics Conference all’università di Edimburgo (qui la notizia), Carney si è a lungo soffermato sul fenomeno delle criptovalute sottolineando che, se da un lato l’ambizione delle criptovalute di diventare moneta rimane velleitaria, dall’altro lato occorre riconoscere come la tecnologia sottostante alle monete digitali abbia molte potenzialità.


Non è la prima volta che, parlando di criptovalute, si tende a suddividere il tema in due capitoli distinti, moneta e tecnologia, sottolineando la bontà di fondo del secondo. Si tratta di una analisi per lo più condivisibile.

Le criptovalute possono assurgere al ruolo di moneta? Per Carney l’ipotesi è irrealistica, la volatilità dello strumento e le grandi questioni legate al suo utilizzo (in primis i rischi legati al riciclaggio ed all’evasione fiscale) lo rendono uno scadente candidato a rappresentare il futuro della moneta mondiale. Tuttavia il mercato c’è ed ha oramai raggiunto dimensioni tali da suggerirne, dice il capo della BoE, una regolamentazione che possa allinearlo agli standard del resto del mercato finanziario.

Carney – ecco la parte più interessante – invita a non buttare il bambino con l’acqua sporca. Se le criptovalute non diventeranno mai una moneta, il loro meccanico di funzionamento può essere una grande opportunità per il mondo della finanza. La Blockchain ed i meccanismi simili che regolano gli scambi in moneta digitale possono ridurre in maniera molto sensibile i costi di transazione. Lo scambio di dati assume maggiore trasparenza ed efficienza grazie al sistema di creazione e di memorizzazione permanente dei records della transazione. Una tecnologia che può portare benefici anche al di fuori del campo finanziario, ad esempio nel capo sanitario o nella gestione dei rapporti con clienti e fornitori di una azienda.

Un discorso ed una posizione equilibrata che conferma quanto già affermato da altri governatori e da molte banche d’affari. Un invito a non demonizzare lo strumento ma a trovargli la giusta collocazione – e l’opportuna regolamentazione – affinchè possa esprimere i benefici che la sua tecnologia porta con sè.

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